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Il mio incontro...

Nel 1966, quando mio padre, "mastro muratore" emigrante, tornò dalla Svizzera, l'amico fotografo Elia - allora conosciuto per le innumerevoli foto scattate a Padre Pio - gli propose di rimanere nel proprio paese a vendere souvenir nel suo negozietto ubicato a quei tempi vicino al convento dei frati. E così fece.

Io mi recavo quotidianamente al chioschetto dove, mentre studiavo, aiutavo la mia famiglia a portare avanti l'attività.

Ciò mi permise di incontrare Padre Pio quasi ogni giorno in convento durante i suoi ultimi anni di vita, per lo più nella sala San Francesco, ove egli passava per ascoltare i fedeli, parlare con loro e benedirli, prima di tornare in clausura.

Io ero lì, tra i fedeli, a far benedire i souvenir, a baciargli la mano, a consegnargli lettere di persone che, esausti per l'attesa dell'incontro, scrivevano quello che sentivano o avevano nell'animo. Sovente il Padre gradiva prendere dalla scatola di latta che gli porgevo uno o due confetti alla menta. E questo per me rappresentava una fonte di gioia immensa.

Quando gli ero vicino sentivo la sua presenza mistica.

Oggi ringrazio Dio per avermi dato il privilegio di aver conosciuto in vita questo grande Santo. Nel mio piccolo spero di dare a chi avrò il piacere di ospitare alla "Villa Giubileo" e che conosce Padre Pio solo per aver letto un libro o visto un film su di lui, la mia testimonianza diretta, di vita vissuta intorno a lui, con gli occhi e gli orecchi di una persona semplice, che allora era un bambino, quello che vedete nelle foto insieme a lui.

Posso affermare di ritenermi una persona molto fortunata ad aver conosciuto e ricevuto la benedizione da San Pio da Pietrelcina.

 Gino, proprietario di Villa Giubileo